Il vero  standard dell'Australian Shepherd

PREMESSA:
l’unico (anzi, l’unicA) Australian Shepherd con cui ho più o meno “convissuto” per un breve periodo (nel senso che era la cucciolona di una collega che la portava in ufficio) era assolutamente, totalmente e meravigliosamente schizzata: cosa che potrebbe, forse, influenzare leggermente questo “vero Standard”. Per fortuna, però, dopo aver avuto a che fare con questa cucciolona, ho incontrato e avuto modo di parlare abbastanza a lungo con quella che la ritengo la migliore e più competente allevatrice della razza in Italia: a quel punto mi sono profondamente convinta che gli Aussie sono effettivamente schizzati (forse non come i Border: ma quasi) e che quella che ho conosciuto io era solo un filino più creativa della media.
ASPETTO GENERALE: 
Il pastore australiano  – dice lo Standard – è ben proporzionato, leggermente più lungo che alto, di media costruzione e ossatura, con mantello dai colori che offrono varietà e individualità. E’ attento e vivace, flessuoso e agile, solido e muscoloso senza goffaggine. Ha un pelo di moderata lunghezza e ruvidità. Ha la coda tagliata o naturalmente corta.
A parte il fatto che la coda tagliata ormai è (fortunatamente) un retaggio del passato, e che “naturalmente corta” ce l’ha un cane su millemila…l’aspetto generale dell’Aussie è, sì, tutte quelle belle cose lì: ma soprattutto è molto-molto-mamolto-mamoltissimo simile al Border Collie. Che è un cane famosissimo e diffusissimo. Se ne deduce che tutte le Sciuremarie del mondo, ma anche qualche cinofilo un filino meno tarlucco, vedendone uno partono subito con l’”ohhhhhhhhhhhh che bel border collieeeeeeeeeeeeeee!”. E l’umano dell’Aussie vorrebbe mordergli una chiappa. L’umano dell’Aussie, a volte, pur adorando tutti i cani e il suo cane in particolare, si augurerebbe che si ricominciasse davvero a tagliare le code. Così almeno potrebbe girare il suo cane, mostrarne il lato B alla Sciuramaria e dirle: “NO! Lo vede che non ha la coda? Quindi non è un border,  ma un australian shepherd!” Questo, però, presupporrebbe che le Sciuremarie conoscessero gli Standard di razza (AHAHAH!)… quindi, tutto sommato, meglio lasciare i cani integri e girare con un bel cartello al collo che rechi appunto la scritta: “Non è un border, è un austrialian shepherd”. Dopodiché la Sciuramaria va a casa e dice al marito di aver visto un…
VARIETA’ ALTERNATIVE:
Austrepped, Pastore austriaco (sono in molti a parlare, in un modo o nell’altro, di Austria: si vede che l’Australia è troppo esotica), Australian Coso, Stransceffer (questa mi è piaciuta, perché dopotutto strani lo sono), Aurauan Ceffo, Collie australiano, Border Austriaco (questa mi ha fatto capottare, giuro: anche perché era un’ora che l’umano del cane spiegava alla Sciuramaria in questione tutte le differenze che ci sono tra Aussie e Border. E lei, dopo mezz’ora che il poveraccio teneva banco, si gira verso l’amica e la chiama: “Ginaaaa!  Vieni a vedere che bello il Border Austriaco!”. Non vi dico la faccia del proprietario del cane). Poi ci son quelli che hanno scoperto che il nome abbreviato della razza (quello “per gli amici”, insomma) è appunto “Aussie”: allora dicono che hanno visto un  “Sissi”, oppure un “Ah, sì!” (proprio col punto esclamativo: si sente benissimo). Io mo’ vorrei capire come passa per la testa delle Sciuremarie che qualcuno possa aver chiamato una razza “Ah, sì!”. Mi viene quasi voglia di crearne una mia, e di chiamarla “Ma anche no”. Fino ad oggi, comunque, il capolavoro per me è stata la domanda: “Scusi, è un cane Infostrada o un Claudia Schiffer australiano?”. Ho – per fortuna – il dubbio che volesse essere una battuta. Ma non ne sono poi così sicura.
CARATTERE ED ATTITUDINI: 
Il Pastore Australiano è un cane da lavoro intelligente, dal forte istinto da pastore e da guardiano. E’ un compagno leale e di energia sufficiente per resistere al lavoro tutto il giorno. Dotato di un temperamento sempre uguale, ha buon carattere, e raramente è rissoso. Può talvolta essere riservato in un primo approccio.
Alura: chiariamo subito che l’Aussie NON è “un border un po’ più robusto e un po’ più calmo”. E’, invece, un cane che magari somiglia pure al border, ma col cavolo che ha la stessa docilità di un border. Anzi, ha una bella capoccia tosta. In compenso, se è vero che è un po’ meno schizzato del border, è anche vero che schizza in modo molto più imprevedibile. Cioè: il border è schizzato sempre, dal mattino alla sera. Te ne accorgi, lo sai, ti regoli di conseguenza (oppure schizzi anche tu, a scelta. Comunque lo SAI). L’Aussie è capace di starsene svaccato sul divano per otto ore filate, magari per settimane intere. Poi una mattina si sveglia e pensa: “Okay, adesso facciamo qualcosa. Ma subito, altrimenti do i numeri”. E se l’umano non capisce, non solo si mette davvero a darli, ma li dà in maniera assolutamente clamorosa.
Altra cosa da tener presente: l’Aussie è un pastore, certo…ma più che con le pecore, almeno a casa sua, ha avuto a che fare con i bovini. Quindi non è il tipo che gattona dietro al gregge con l’occhio ipnotico, ma è più il tipo che, se la vacca di turno fa appunto la vacca, le ammolla una decisa sgagnata nei garretti. Un proprietario di Aussie mi ha offerto sul piatto d’argento questa definizione: “volergli inibire il morso anziché incanararlo è come dare un kit fai-da-te a un bombarolo“. La trovo assolutamente perfetta…anche se questo non significa, sia ben chiaro, che l’Aussie sia un cane aggressivo e/o mordace. Per carità! E’ proprio il contrario.
Le persone non le morde praticamente mai; con i cani va quasi sempre d’accordo; i gatti se li mangerebbe anche volentieri (ha un ottimo predatorio), ma con quelli di casa (che può considerare “membri del suo branco” o “bestiame da difendere e proteggere”, a scelta – e intendo scelta del cane, non certo vostra) può diventare amico per la pelle. Infine, con i bambini è dolcissimo: la mia idea è che questi li consideri sempre e solo “bestiame da proteggere”, ma basta non dirlo ai genitori (che altrimenti si offendono) e tutto fila liscio. Sta di fatto che con i cuccioli umani è buono, affidabile e delicato.
Ma allora? Dove sta tutto ‘sto potenziale bombarolo? Sta, semplicemente, nel fatto che questo è un cane da lavoro nel senso più pieno e completo della parola. E’ un cane che ha bisogno di lavorare, di impegnare fisico e mente, di FARE delle cose (qualsiasi esse siano). E’ un concentrato di energie e di vitalità: e se può sfogarle, tutto fila per il verso giusto. Se invece viene costretto ad una vita “da divano” reggerà per una settimana, forse anche per un mese… ma poi, un bel giorno, tornerete a casa e penserete “Oddio, perché non ci hanno avvisato che l’uragano Alice sarebbe arrivato anche in Italia?” Ma non è stato un uragano: è stato il cane. Che adesso se ne starà beatamente svaccato tra le rovine, con un sorrisone beato sul muso perché finalmente si è liberato di tutto lo stress che stava accumulando e si sente in completa pace con se stesso… tanto che vi riuscirà davvero difficile convincervi che sia stato proprio lui.  Lo frega solo il mozzicone della gamba del cassettone Luigi XV, che gli spunta ancora tra le fauci a mo’ di sigaro.
TESTA: 
nettamente delineata, forte e asciutta. Nelle sue dimensioni deve essere proporzionata al corpo. La sommità del cranio è da piatta a leggermente arcuata: lunghezza e larghezza sono uguali. Lo stop è moderato e ben definito.Il muso può essere uguale in lunghezza o leggermente più corto del cranio, con assi cranio-facciali paralleli.
Tutto perfetto: ma come al solito lo Standard ignora il contenuto della testa, tanto in expo mica si vede. Se però al cane ci vivi insieme, noterai SOLO quello. L’Aussie, infatti, è un cane dall’intelligenza mostruosa:  il che non è, purtroppo, sinonimo di docilità e obbedienza altrettanto mostruose.Oddio, non è che sia proprio testardo o caparbio, come afferma qualche maligno (solitamente borderista). E’ solo che, dopo che tu ti sarai studiato per benino tutte le teorie sul condizionamento classico e su quello operante, scoprirai che manca una parte fondamentale: quella che ti spiega come fa il cane a condizionare te. L’Australian Shepherd, infatti, è un vero studioso e un grandissimo esperto della materia. Esempio tipico: gli insegni il richiamo, vieni, seduto, bocconcino. Vieni, seduto, bocconcino. Alla terza volta tu dici “vieni” il cane si siede, sì, ma a dieci metri da te. Perché pensa:  “Visto che hai tanta voglia di riempirmi di bocconcini, perché devo venire fin lì ogni volta a prenderli? Portameli tu”. Altro esempio (riferitomi da  chi l’ha sperimentato sulla propria pelle): salto in alto con  ritorno al piede.Seduto al piede, HOP, ritorno al piede, seduto, premio. Seduto al piede, HOP, ritorno al piede, seduto, premio. Dopo una settimana: seduto al piede, “HOP”…e il cane non si muove, ma ti guarda col fumetto che dice: “Senti, bello, visto che mi premi quando mi siedo al piede,  ammolla subito ‘sto bocconcino, perché io sono già qua”.
Chiaro il concetto? Per farsi obbedire da un Aussie non è proprio pensabile “fregarlo” con qualsiasi tipo di condizionamento, perché lui sarà sempre un passo più avanti. Bisogna invece chiedergli di collaborare, fargli capire che quello che facciamo è un “lavoro di gruppo” in cui è indispensabile che lui faccia la sua parte perché abbiamo, comunque, uno scopo da raggiungere. Allora le cose cambiano da così a così. Lui diventa un partner entustasta – anche se sempre critico: scordatevi pure l’obbedienza di tipo “perché sì”, o “perché l’ha detto il capo” – e si esibisce in performance capaci di lasciarvi a bocca aperta. Va alla grande praticamente in tutto: agility, sheepdog, obedience, disc dog. Nominate una disciplina a caso, e l’Aussie potrà essere protagonista (negli USA fa anche UD)… PURCHE’, però, ci sia alla base questo rapporto di partnership con l’umano.Altrimenti, ciccia.
OCCHI: 
marroni, blu, ambra o qualsiasi variante o combinazione dei menzionati colori, incluse punteggiature e marmorizzazioni. A forma di mandorla, non sono sporgenti né infossati. Espressione che mostra attenzione e intelligenza, prontezza e zelo. Lo sguardo dovrebbe essere acuto ma amichevole.
Sì, vabbe’. Ma lo sguardo dell’Aussie, a mio avviso, mostra anche un sacco di altre cose. Per esempio, mostra la chiara intenzione di prenderti per i fondelli (vedi foto a destra): e  non solo. Qui sotto trovate una piccola serie di espressioni a cui ho appiccicato un fumetto giusto per il gusto di appiccicarcelo, perché in realtà non serviva affatto:  basta guardare il cane per capire quello che sta pensando. Ma alla base di tutto c’è il fatto che questi cominciano a riderti in faccia appena nati, come dimostra chiaramente la foto a sinistra: e non smettono più.
 
ARTI: 
lo Standard blateri pure finché vuole a proposito di  scapole lunghe e  piatte, braccio lungo quasi come la scapola,  posteriori con ginocchi ben definiti e garretti moderatamente angolati. Gli arti dell’Aussie sono quattro molle. Punto.Ha una capacità di zompo senza pari, una rapidità aliena nei cambi di direzione, un’abilità nel decollo da fermo che neanche gli elicotteri di ultima generazione. E finché lo fa nel disc-dog, tutto va bene (anzi, vi potrete bullare perché riuscirete a fare cose spettacolarissime rischiando il minimo in fatto di infortuni, visto che le molle, oltre ad essere elastiche, sono di puro acciaio). Finché lo fa in Agility, tutto ok (anzi, frega pure i border perché riesce a girare più stretto e a saltare da fermo senza abbattere stecche: ed è pure molto preciso). Finché lo fa per saltarvi in braccio (e lo farà, perché ama molto il contatto fisico, specialmente quando lo decide lui), vi commuoverà fino alle lacrime. Come dite? Non era commozione? Le lacrime vi stanno scendendo perché vi ha centrato il naso? Vabbe’, dai, queste so’ sottigliezze: avere un cane che ci salta in braccio perché ci vuole tanto bene è una cosa bellissima. La parte un po’ meno bella arriva quando lo zompo alto due metri lo fa per evadere da qualsiasi box, recinto o altra presunta (da voi) forma di contenimento cani. E non provate a costruire tetti in modo che non possa saltar fuori dall’alto, perché in questo caso scaverà tunnel. O imparerà ad aprire qualsiasi chiavistello. Ve l’ho detto che è di un’intelligenza mostruosa! Ma consolatevi: questa abilità da Houdini ce l’hanno anche gli husky, che subito dopo l’evasione son capaci di farsi cinquecento chilometri per andare (secondo loro) a “dare un’occhiata in giro”. L’Aussie, invece, dopo essere evaso verrà da voi. Perché in fondo è un tenerone e vuole solo starvi vicino-vicino. Tanto vale accontentarlo da subito e non provare a rinchiuderlo da nessuna parte.
CODA: 
quando e se ce l’ha (perché alcuni soggetti nascono con la coda naturalmente corta: invece il taglio, almeno in Italia, oggi è vietato) è veramente una gran bella coda, pelosona e dal portamento allegro. In realtà la pratica del taglio aveva un motivo utilitaristico quando il cane lavorava con le mandrie (poteva venire malamente pestata dal bestiame): siccome di Aussie che lavorino con i bovini in Italia non ce ne sono, godiamoci la sua bella coda integra.
MANTELLO: 
pelo di media tessitura, da diritto a ondulato, resistente alle intemperie e di media lunghezza. Il sottopelo varia in quantità a seconda del clima.
COLORE: 
blue-merle, nero, red-merle, rosso; tutti con o senza macchie bianche e/o focature, senza ordine di preferenza. 

 

 
NOTA SERISSIMA: 
La varietà blue merle è sicuramente la  preferite nei gusti del pubblico: e in effetti è bella-bella-bella… MA c’è un MA, grosso come una casa.Il gene merle è un gene letale, il che significa che, quando è omozigote, provoca o la morte dell’embrione (e in questo caso, non nasce nessun cucciolo perché gli embrioni vengono direttamente riassorbiti in utero) o la nascita di soggetti con gravissimi problemi di salute. In questo articolo di genetica troverete tutte le spiegazioni scientifiche del caso: in questa sede, invece, non sto ad addentrarmi in spiegazioni ma vi ricordo solo che il cosiddetto “doppio merle” (ovvero l’accoppiamento di due mantelli merle) può portare sordità,  sensibilità alle radiazioni solari,  cecità e addirittura mancanza di uno o di entrambi gli occhi.Mi rendo conto che questo forse non sia il modo migliore per concludere un articolo umoristico…ma visto che una quantità davvero impressionante di perfetti deficienti continua imperterrita ad accoppiare merle con merle, sperando di ottenere cuccioli “più facili da vendere”, ma in realtà mettendo al mondo un altrettanto impressionante numero di cani infelici e sofferenti, forse vale la pena di sentirsi congelare un pochino il sorriso sulla faccia, ma di ricordare a tutti che l’accoppiamento “merle x merle” NON S’HA DA FARE, né ora né mai.
 
I soggetti ritratti sono dell’allevamento Walla Wanda di Marula Furlan
Foto: Ilaria Braghieri e Serena ReggianiSi ringrazia Laura Sabbadini per le foto scattate presso il suo centro cinofilo.
Autore: Valeria Rossi (www.tipresentoilcane.com)
http://www.tipresentoilcane.com/2011/12/01/il-vero-standard-dell-australian-sheperd/